Nosferatu, il principe delle tenebre compie 100 anni.

Il 2022 segna il centenario del primo vampiro della storia cinematografica che sembra non essere minimamente invecchiato, anzi continua a suscitare quel misterioso fascino. Il capolavoro di Friedrich Wilhelm Murnau rappresenta il capostipite del genere horror e la svolta dell’espressionismo tedesco.

Ci si deve dimenticare delle classiche scenografie (i fondali dipinti con delle prospettive anomale) per dare il benvenuto alla concretezza; infatti, il regista inserisce la storia all’interno di ambienti reali ricorrendo a tecniche cinematografiche di montaggio o ripresa.

Il fascino spaventoso e attraente del vampiro.

Sulle origini di questa figura così misteriosa ci sono diverse ipotesi, da sempre gli studiosi si dividono. C’è chi risale ai mostri mitologici della letteratura greca; chi invece li fa derivare da una sorta di incontro e scontro che avviene nel XV e XVI secolo tra il non morto (revenant, tipico del folklore dell’Europa dell’est) e la nuova mentalità scientifica divagante. Infine, c’è chi afferma che si può parlare effettivamente di vampiri solo a partire della seconda metà del 700. 

Quindi Bram Stoker costruisce il personaggio di Dracula attraverso un miscuglio di tutti questi altri elementi presi da molte e antiche letterature.

Dracula ha goduto (e ne gode tutt’ora) di una presenza cinematografica più ricca di qualsiasi altro personaggio; ma in questo caso bisogna dimenticarsi della figura storica di Vlad Tepes o del personaggio affascinante dalla potenza erotica esplosiva (dandy) di altri adattamenti cinematografici (ricordiamo Gary Oldman nel famoso “Bram Stoker’s Dracula” firmato Francis Ford Coppola), per dare spazio ad una figura che sembra nata dall’incrocio tra un pipistrello e un topo, dalle movenze animalesche che di umano ha ben poco. 

Gary Oldman, Bram Stoker’s Dracula

Nosferatu è l’incubo che manifesta la propria natura nella notte. Mostro avvolto dalle tenebre si aggira per la sua dimora appropriandosi del sangue (e della sanità mentale) del povero protagonista Thomas Hutter.

Un essere che non si ferma davanti a nulla, ciò che desidera e pretende lui la otterrà senza scrupolo alcuno. 

Fu il primo e unico film prodotto dalla Prana-Film che però è stata costretta a dichiarare bancarotta, dopo i problemi legali legati al romanzo.

Murnau, per non pagare i diritti agli eredi di Stoker, modificò il titolo, i nomi dei personaggi (il Conte Dracula diventa il Conte Orlok) e le ambientazioni (dalla Transilvania si passa ai Carpazi e da Londra a Wisborg).

Ma tutto ciò non bastò a evitare la furia della vedova Stoker, che trascinò in tribunale la casa di produzione per il mancato pagamento. Tutte le copie del film sono state distrutte dalla stessa mano di Murnau.

Solo la cosiddetta copia “clandestina” è riuscita a sopravvivere e ad arrivare fino a oggi, potendo così festeggiare i suoi 100 anni.  

Max Schreck, massimo terrore.

Friedrich Gustav Max Schreck

Ci sono varie leggende nel mondo cinematografico ma una delle più famose è legata a questo capolavoro, che ha come protagonista l’immagine dell’attore Max Schreck. 

Alcuni pensano che il nostro Nosferatu non sia veramente un attore ma un vero e proprio vampiro assoldato da Murnau in un viaggio nei Carpazi.

Un’ipotesi evidenziata più volte da varie teorie come, ad esempio, il fatto che nessuno abbia mai visto l’attore in altri set cinematografici o senza il suo terrificante trucco; ma una strana coincidenza è data anche dal suo stesso nome che, in tedesco, vuol dire “Massimo Terrore”.

Ci possono essere molte teorie a riguardo ma per noi Max Schreck sarà sempre legato a quella famosa immagine di Nosferatu in cui vediamo la sua ombra scheletrica salire piano piano le scale per raggiungere la donna da cui saziare la sua sete di sangue. 

 Il vampiro di Murnau con i suoi soli 9 minuti di presenza in tutto il film riesce a catturare gli spettatori come fa con le sue vittime. Spingere nuovamente “play” o rientrare in sala è solo una piccola parte di ciò che causa.

Crea una dipendenza tale da non riuscire a smettere di osservarlo aggirarsi nella notte con le sue lunghe dita artigliate e la sua pelle bianca neanche dopo 100 anni dalla sua prima comparsa.

Rimarrà sempre nei cuori di tutti noi e continuerà a inquietarci e a sedurre come un vero e proprio principe delle ombre. 

Alcune delle scene tratte dal film Nosferatu

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