Al cinema la versione live action del libro della Giungla

Basato sui racconti senza tempo di Rudyard Kipling e ispirato al classico d’animazione Disney, Il Libro della Giungla è un’epica avventura live action, che vede protagonista Mowgli, un cucciolo d’uomo cresciuto da una famiglia di lupi. Mowgli è costretto a lasciare la giungla quando la temibile tigre Shere Khan, segnata dalle cicatrici dell’uomo, giura di eliminarlo per evitare che diventi una minaccia. Costretto ad abbandonare la sua unica casa, Mowgli s’imbarca in un avvincente viaggio alla scoperta di se stesso, guidato dal suo severo mentore, la pantera Bagheera e dallo spensierato orso Baloo. Lungo il cammino, Mowgli s’imbatte in creature selvatiche non proprio amichevoli, tra cui il pitone Kaa, che ipnotizza il cucciolo d’uomo con il suo sguardo e la sua voce seducente, e King Louie, il sovrano adulatore che tenta di costringere Mowgli a rivelargli il segreto del mortale e sfuggente fiore rosso: il fuoco.
Il libro della giungla è subito primo al boxoffice italiano del weekend, con una partenza da 3.000.000 di euro, con media di 4.100.

Sono ormai alcuni anni che la Disney ha introdotto nelle sue strategie produttive la realizzazione di classici animati in versione live-action, seguendo due linee ben differenziate, la prima articolando variazioni/riscritture sostanziali del cartoon (es. MaleficentAlice in Wonderland), la seconda cercando di mantenere per quanto possibile una maggiore fedeltà allo stesso (es. La carica dei 101Cenerentola).  Entrambe si sono dimostrate operazioni di enorme successo, anche se la seconda linea offre garanzie di riuscita con rischi imprenditoriali minori e non per questo si presenta meno interessante sia da un punto di vista concettuale, che di esito artistico.

Dario Privitera

 

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